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Eugenia Romano

Scoprire le ansie altrui può essere il modo migliore per ridimensionare le proprie, a meno che non si scoprano nuovi, mai contemplati o più articolati, motivi d’ansia. Debuttano le Interviste Ansiose, e tutto il blog è in subbuglio.

La nostra prima intervistata si chiama Eugenia Romano, ha 22 anni, viene da Pisa e pensa che un fidanzato lontano sia un ottimo motivo d’ansia.

Rispondere al questionario ti crea ansia?

Non proprio, forse solo lievemente.

Se dico “ansia”, qual è la prima cosa che ti viene in mente?

Un senso di oppressione, quasi una sensazione fisica al livello del torace.

Quale e quando è stato il momento della tua vita in cui hai provato più ansia?

La preparazione della tesi di Laurea Magistrale in Psicologia.

Sei in ansia. Cosa fai? Cosa non fai?

Cerco di distrarmi e di non rimuginarci troppo su. Senza buttarmi su un’attività specifica, facendo un po’ quel che capita. Altrimenti chiamo un amico, anche solo per una passeggiata.

Metti in ordine di ansia crescente le seguenti circostanze. Quale di queste ti crea più ansia? Perché?

  • Un colloquio di lavoro;
  • Dover prendere la parola in una stanza affollata dove non conosci nessuno;
  • Dover prendere la parola in una stanza affollata dove conosci tutti;
  • Sono già tre giorni che il tuo fidanzato non chiama;
  • Sono già tre giorni che il tuo gatto è sparito;
  • Ma avrò chiuso il gas?

Metterei al primo posto il fidanzato (o chi per lui) che non chiama, ma il gatto scomparso lo distanzia di poco. In questi casi temo che sia successo qualcosa di grave, senza che io potessi intervenire. Al terzo posto metto il gas, poi il colloquio di lavoro, prendere la parola quando non conosco nessuno, e da ultimo prendere la parola quando conosco tutti.

C’è una circostanza ricorrente, una storia uscita sui giornali o un personaggio pubblico capace di metterti in ansia?

La situazione economica nazionale: sono una studentessa appena uscita dall’università, e non sono sicura di riuscire ad avere il futuro che desidero in mezzo a tutta questa crisi.

Cosa hai imparato dalle tue ansie?

Che non si può avere tutto sotto controllo, e bisogna saperlo accettare.

Il tuo motto contro l’ansia?

Se l’ansia riguarda una situazione che non posso modificare, il mio motto è “Ormai è fatta”, oppure “Non potrei comunque fare nulla per intervenire, meglio mettersi l’anima in pace”. Altrimenti, vedo di cambiare le cose.

L’intervista è finita. Ti senti più o meno in ansia rispetto a quando hai cominciato?

Forse un pochino più ansiosa, credo a causa degli eventi spiacevoli a cui ho dovuto pensare per rispondere alle domande.

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