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Riccardo Di Meglio

Rieccoci. Evitando questa volta di cadere in balia delle Ansie della domenica sera, andiamo a presentare il secondo protagonista delle nostre Interviste Ansiose. Si chiama Riccardo Di Meglio, ha 23 anni ed è uno studente di Economia.

Se dico “ansia”, qual è la prima cosa che ti viene in mente?

Il desiderio di rispettare le scadenze, e di conseguenza il timore di non riuscire a farlo, come ad esempio consegnare un lavoro, presentarsi per tempo a un appuntamento oppure prepararsi entro una certa data per un esame. E’ un concetto che collego essenzialmente al tempo e in particolare al trascorrere del tempo.

Quando e quale è stato il momento della tua vita in cui hai provato più ansia?

Quando ho avuto il primo appuntamento con una ragazza. Questo perché, una volta tanto, avrei dovuto mostrarmi risoluto. E non avrei avuto un’altra occasione.

Sei in ansia. Cosa fai? Cosa non fai?

Mi concentro sull’oggetto dell’ansia e smetto di fare ogni altra cosa. Passeggio in camera, se sono a casa, ma cerco di fare finta di nulla se sono in compagnia.

C’è una circostanza ricorrente, una storia uscita sui giornali o un personaggio pubblico capace di metterti in ansia?

Leggere le statistiche sulla bassa natalità in Italia. Perché mi preoccupo per l’estinzione del popolo italiano e per il futuro, anche mio personale, in un Paese invecchiato.

Cosa hai imparato dalle tue ansie?

Ci sono ansie sempre nuove e ansie sempre presenti. Dalle prime imparo che il tempo passa, dalle seconde che i problemi irrisolti rimangono lì con me, per sempre.

Il tuo motto contro l’ansia?

Solo alla morte non c’è rimedio.

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