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Problemi, espressioni, equazioni… Che stress! Fonte: wellnessoggi.it

La notte peggiore della mia vita è stata quella prima del compito di matematica della maturità (pardon, Esame di Stato). Il tema di italiano non mi causava particolari preoccupazioni. Mi dicevo: “Qualcosa scriverò”. Il mio unico pensiero relativo alla Terza prova, invece, non era “non ho studiato abbastanza, non saprò rispondere, mi chiederanno l’unica cosa che non ho studiato, oddio è la fine”. No. Il mio unico pensiero sulla Terza prova era “prima devo fare il compito di matematica”.

Un problema di geometria analitica a scelta tra due, cinque quesiti a scelta tra dieci. L’argomento dei quesiti? Una formula di statistica, un problema di massimo e minimo, la quadratura del cerchio… le possibilità erano imprevedibili. Ricordo che quando la mattina fatale lessi i dieci quesiti mi dissi “non ne so neanche uno” e corsi in bagno in preda alla tachicardia. Poi tornai a sedere, rilessi il compito, presi un bel respiro e – incredibile – lo feci.

Perché l’ansia da matematica è veramente simile al dolore fisico (come si legge nella ricerca dell’Università di Chicago raccontata oggi dal Corriere). Ma quando la batti, è una soddisfazione immensa.

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