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Avete presente quando il computer si blocca per motivi imperscrutabili proprio quando avete un mucchio di lavoro da fare e voi vi sentite bersagliati dall’ira divina, incapaci, inadeguati, traditi? Con la descrizione di questo particolare sentimento inizia la nostra terza Intervista Ansiosa. Spesso in preda alle ansie tecnologiche è Viviana Ghelardini, 23 anni, studentessa di Pisa.

Come ti comporti quando sei in ansia?

Divento più brusca, posso essere meno gentile e troppo diretta nel parlare con gli altri.

Cosa fa un’ansiosa tecnologica come te quando, ad esempio, si blocca il computer?

Tento di risolvere il problema con le mie scarse conoscenze a disposizione, se non ci riesco chiamo una persona che ritengo competente in materia. Se è in casa, neanche provo a risolvere direttamente: chiamo subito aiuto in maniera isterica.

Come ti senti quando sullo schermo compare qualche guaio?

Il panico ha il sopravvento. Ho il terrore di mandare in tilt il computer oppure di fare qualche danno premendo i tasti sbagliati. In realtà se sono da sola e provo a risolvere il problema per conto mio – facendo un bel respirone prima di cominciare – di solito riesco a cavarmela. Ma finisco sempre per considerare più competente qualcun altro.

La tecnologia non è l’unica fonte d’ansia per Viviana. La nostra chiacchierata vira sulle ansie legate al senso di responsabilità. In particolare, l’ansia che prova durante le esercitazioni pratiche della facoltà che frequenta, veterinaria.

“Il contatto con gli animali vivi è naturalmente la fonte di gioia che mi ha spinto verso questa professione – racconta Viviana. – Lavorare con un essere vivente, tuttavia, espone sempre a dei rischi. La mia prima paura non è non aiutare, ma fare danno. Ad esempio dover intervenire vicino alla giugulare dei bovini comporta sempre un po’ di ansia”.

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