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TwitterProviamo a ficcanasare tra gli utenti del servizio di microblogging più alla moda del momento. Come sono le ansie da 140 caratteri?

Diciamo intanto che esiste l’hashtag #ansia, e che in meno di un minuto arriva l’aggiornamento di 25 nuovi tweet. Un dato di per sé significativo.

La parola “ansia” tra l’altro è uguale in italiano («ho l’ansia») e spagnolo («tengo ansia»). Quindi per scrivere questo post mi documento su ansie nostrane e ansie iberiche.

C’è chi è in ansia per il Capodanno (di già?). Chi è in ansia perché ha lasciato il cucciolo a casa da solo per la prima volta (occhio ai divani). Chi si interroga sui complimenti ricevuti dalle amiche, perché crede che in realtà vogliano fregarla (ma questa non è ansia, è paranoia). Chi ripassa cose che sa ma è in ansia per l’esame, il compito o l’interrogazione (frequentissimo). Chi aspetta con ansia la seconda stagione della serie televisiva Diario di una nerd superstar (ci sono ansie peggiori).

Ma una cosa colpisce. Gli argomenti che più spesso si accompagnano alla parola di nostro interesse sono il calcio e X Factor. Una faccenda un po’ preoccupante in verità.

In serata arriva il tweet illustre di Roberto Saviano sull’ansia da solitudine (ci tornereno). Lo scrittore dice ai suoi lettori-followers:

L'uccellino di TwitterI vostri commenti rompono ogni ansia di solitudine e mi danno la reale dimensione di quanto siamo una comunità. Grazie!

Ma la riflessione più bella risale a pochi istanti dopo (ah, l’instancabile frenesia dei cinguettii!).

La twitta una twittatrice a se stessa. Una frase che invito i miei venticinque lettori a ricordare:

L'uccellino di TwitterMa perché, Martina, l’ansia…

… Non ce n’è neanche motivo.

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