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Chi ha paura di volare?

Non mi sono mai piaciuti gli aeroporti. Per i miei gusti, tutte quelle barriere da superare sono un po’ troppe, per potersi godere il volo […].

Ho letto in un articolo che il cuore dei passeggeri comincia a battere all’impazzata nell’attimo esatto in cui mettono piede in aeroporto.

Il libro di Albert EspinosaUn’accelerazione dovuta all’ansia. Ansia di trovare il bancone del check-in, di imbarcare quello che vuoi imbarcare o di non imbarcare assolutamente nulla, temendo che ti obblighino a imbarcare tutto; ansia di farti assegnare il posto migliore, di passare i controlli di sicurezza, di imbarcarti tu stesso, ansia per il decollo, per le possibili turbolenze, per l’atterraggio, ansia di uscire in fretta dall’aereo, di trovare il nastro del ritiro bagagli, di andartene dall’aeroporto e di arrivare a destinazione.

La cosa incredibile, stando a quella ricerca, era che il volo in sé era ciò che meno incideva sull’alterazione del battito cardiaco: la causa principale sembrava infatti essere la preoccupazione per il bagaglio a mano.

La citazione è tratta dal terzo bestseller delle classifiche spagnole, quello che segue Carlos Ruiz Zafòn (L’ombra del vento) e Ildefonso Falcones (La cattedrale del mare). L’ha scritto uno che, secondo me, l’ansia la conosce bene.

Albert Espinosa, “Se mi chiami mollo tutto…però chiamami”, Milano, Salani Editore 2011, pag. 67.

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