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Non è una gran definizione?

Malattia di cui conosci i sintomi postumi / provocata da chissà che microbi ostici / non trovi una ragione che la faccia stare zitta / la voce che sussurra è finita

Stasera andiamo sul musicale con una bellissima canzone dal testo molto, molto significativo per noi ansiosi. Si intitola Ansia (ma vedi te) e l’autore è Otis from Rigor Monkeez, alias Fabrizio Bruno. Fa parte del disco L’unità singola (qui la recensione), registrato a Milano.

La copertina del disco L'unità singola (14 brani)

La copertina del disco L’unità singola (14 brani)

Mi ha colpito molto la descrizione quasi clinica dell’attacco d’ansia contenuta nella seconda parte della canzone.

Ovviamente, a colpi di rap, rime e assonanze.

E’ solo una creatura che abbiam dentro per natura / si nutre delle turbe che uno ha / delle pare che si fa […] / e più ci pensi e più ti vengono a mancare i sensi […] / aumenta la saliva e stringi i denti non puoi fare altrimenti / il cuore pulsa più veloce / è pronto alla reazione ma il cervello non risponde

Due le massime da tenere a mente. L’ansia scatena una serie di pensieri negativi a ciclo continuo, e bisogna ricordarsi che

L’autostima muore sotto i colpi di piccole cose impilate in un caricatore

La più importante di tutte:

Non è l’ansia a farti crescere / ma i segni sulla pelle di esperienze da non ripetere

P. S. Un grazie ad Alessandro “Mini” Minissi per la segnalazione, amico, collega e membro dei Rigor Monkeez insieme a Otis (autore de L’unità singola) e Mr. Teo. Qui il suo blog, Reporti, “Musica rep sulla Publica Res”.

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