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Siamo ancora qui. Ma per quanto ancora? La profezia Maya incombe, e la smentita ufficiale pubblicata dal National Geographic non rassicura fino in fondo. Del resto, le rassicurazioni preventive si abbracciano meglio solo dopo che tutto è andato bene, e il calendario dice che alla data fatale mancano ancora due giorni.

Il film "2012" di Roland Emmerich (2009) prende spunto dalla profezia Maya

Il film “2012” di Roland Emmerich (2009) prende spunto dalla profezia Maya (Fonte: screenweek.it)

Dunque, la fine del mondo. Un grande ambaradàn, si presume. Tifoni, inondazioni, maremoti, raggi solari, alieni. Una cosiddetta faccenda di interesse pubblico. Una manna per i giornalisti, anche. Se c’è la notizia non ci sono i lettori, quindi possiamo scrivere le peggiori inesattezze (“L’Apocalisse sarà preceduta dalla parata del popolo Maya guidato da Francisco de Montejo“) senza che nessuno possa smentirci il giorno dopo (“Macché parata, era pieno di cavallette”).

Una riflessione sull’ansia da fine del mondo, prima di lasciare i miei venticinque ansiosi lettori al loro (nostro) destino. La fine del mondo è un’ottima scusa per non avere ansie fino a venerdì. Invece di impilare scatolette di fagioli per il rifugio antiatomico, è meglio godere della straordinaria sensazione di pace dell’intelletto che ci assicura l’Apocalisse di venerdì.

Lasciate perdere le vostre ansie. Rilassatevi. Godetevi questa straordinaria sospensione di attesa impotente e inevitabile dell’ineluttabile. La vostra unica preoccupazione sarà informarvi su quando comincia “l’ultimo spettacolo”.

Che se poi l’Armageddon non arriva…

-Fine ottobre 1994. Luciano Ligabue canta le istruzioni per venerdì 21 dicembre 2012. A che ora è la fine del mondo?, video ufficiale (Fonte: Youtube)

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