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Entri all’università e c’è silenzio. I ragazzi seduti sulle sedie nei corridoi hanno quaderni in mano, appunti, fotocopie, fogli scritti. Parlano tra loro, si domandano a vicenda. Nei loro sguardi vedi due cose, urgenza e ansia. Non c’è da stupirsi: è tempo di esami.

Studenti

Studenti assorti in un forsennato ripasso

A tutti gli esaminandi dedico questo post sulle Categorie di Ansiosi da esame. Si tratta di esemplari assai frequenti, rintracciabili durante l’attesa in corridoio o nell’aula stessa prima della fatidica chiamata.

1) L’ansioso logorroico. La categoria più diffusa. Appena incrocia lo sguardo con un altro essere umano comincia un monologo che suona più o meno così: “Ciao, posso chiederti una cosa? Devi fare l’esame? Io non ho fatto le note da pagina 534 a pagina 588, tu le hai fatte? Ma erano indispensabili? No perché la professoressa a lezione non ne ha parlato, solo nella lezione di recupero del 15 dicembre dalle ore 14.30 alle 14.32 ha fatto un cenno a quelle cose, mi pare,  che peraltro neanche c’entravano più di tanto, sai, è quando parlava dell’importanza del… del… ma sì, di quello che ha detto quando… Oddio non mi ricordo, aspetta, tu te lo ricordi? No perché poi lo chiede, anzi, l’ha già chiesto, è successo a una mia amica che poi non l’ha passato…”.

VOTO FINALE: 28, non aveva capito una domanda.

2) L’ansioso sociopatico. Arriva con aria scocciata, e si meraviglia che ci sia altra gente prima di lui. Nell’attesa cammina avanti e indietro, va fuori a fumare e odia l’umanità. Se provi a rivolgergli la parola ti fulmina: “Non vedi che devo fare l’esame?”. Se vede altri che ripassano gli appunti occhieggia di nascosto, ma se viene beccato sentenzia: “Tanto quella roba non è importante”.

VOTO FINALE: 25, ma perché il prof mi aveva rotto.

3) L’ansioso dissimulatore. Ostenta baldanza, della serie “Io-ho-fatto-anche-i-testi-facoltativi-e-voi-no-sono-pronto-non-mi-batte-nessuno” (e magari è anche vero). Poi, cinque minuti prima di entrare, sente una domanda a cui non sa rispondere e tutto quello che credeva di sapere svanisce misteriosamente, trascinato in un buco nero di inconsapevolezza da quell’unico, disarmante interrogativo inevaso.

VOTO FINALE: “Torni la prossima volta”

N. B. Questo post (per non parlare di questo blog) è pensato per ridere delle nostre ansie in funzione liberatoria. Mettere le nostre ansie su un piedistallo e bersagliarle con verdura fresca è un buon un modo, secondo l’autrice, per gestirle e sdrammatizzarle. Tuttavia, se la vostra ansia da esami supera i livelli di guardia, date un’occhiata alle Strategie di controllo per contenere lo stress e l’ansia da esame. E in bocca al lupo!

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