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Avanti. Bla bla bla. Indietro. Bla bla bla. Avanti bla bla bla. Indietro bla. Avanti e indietro, avanti e indietro…

Certi professori che camminano avanti e indietro durante le lezioni sarebbero da eliminare sul posto, se solo stessero fermi un attimo. Il continuo effetto-pendola (avanti a babordo e spiego una cosa, indietro a tribordo e aggiungo un’altra cosa) è, a parere di chi scrive, assai deleterio per l’attenzione degli studenti. E non solo per motivi tecnici.

L'attimo fuggente

L’unico professore che fa eccezione alla regola. Robin Williams ne “L’attimo fuggente” (1989) di Peter Weir

Non mi si venga a dire che la spiegazione peripatetica è capace di “movimentare” – è il caso di dirlo – una stanziale spiegazione ex cathedra. Se c’è la cattedra (con tanto di sedia) perfino nelle aule delle peggiori università di Caracas, un motivo ci sarà.

E non mi riferisco tanto ai problemi tecnico-acustici che si vengono a creare. Effetto Doppler a parte, l’avanti-e-indietro del professore è anche assai ansiogeno. Sembra sempre che Mr. Walk o Madame LaPromenade stiano per tagliare la corda, pronti ad abbandonare i discepoli in vista di un terremoto, un’inondazione, un attacco terroristico, l’invasione dell’aula da parte di uno sciame di cavallette eccetra. Forse è l’Ansiosa autrice di questo blog ad avere una mentalità catastrofica – circostanza probabile – ma per esperienza posso dire che la marcia del docente tende a far stare sulle spine gli studenti per tutta la lezione.

Ci sono almeno due categorie di professori che camminano spiegando. Quello che va avanti-e-indietro, e quello che gira in tondo intorno alla classe, in una continua manovra di accerchiamento dello studente che non può che causare una certa ansia.

Chissà, forse quello che crea veramente ansia è l’ansia del professore, che è in ansia all’idea di fare lezione. E quindi in preda all’incontinenza motoria…

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