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Lanciata dalla Dove, la campagna mette a confronto due identikit: il primo ispirato alla descrizione fatta della donna stessa, il secondo in base alle parole di un osservatore terzo. Il più bello? Il secondo, che è anche quello più rassomigliante…

Image a world where beauty is a source of confidence, not anxiety. «La bellezza sia fonte di fiducia in noi stesse, non di ansia». L’ultima campagna pubblicitaria della Dove, azienda statunitense di prodotti per la bellezza e l’igiene, si è data questa mission: dimostrare alle donne che la percezione della propria apparenza inganna, e sempre in negativo.

Un elenco delle ansie legate all’aspetto fisico, che a questo punto assalgono in massa l’Ansiosa autrice di questo blog, purtroppo ci porterebbe troppo lontano. Che poi, diciamolo: le ansie-capelli, le ansie-naso e le ansie-gambe per 999 donne su 1.000 sono sempre le stesse, quindi in definitiva un bel po’ noiose. No? Torniamo quindi alla pubblicità anti-ansia.

Cosa si sono inventati nell’azienda di proprietà della multinazionale Unilever? Dove ha coinvolto un gruppo di donne e Gil Zamora, disegnatore di identikit per l’Fbi. Nella prima fase dell’esperimento, le volontarie fanno amicizia con un gruppo di sconosciuti. Poi, una per volta, descrivono il loro volto a un altro estraneo nascosto dietro una tenda: quest’ultimo è appunto Gil Zamora, che in base alla loro parole disegna il ritratto. Una volta finito, Zamora le fa uscire. Entrano gli sconosciuti che le donne hanno incontrato prima dell’identikit. Anche a loro Zamora chiede di descrivere le volontarie, e realizza un secondo ritratto per ciascuna di loro.

Il risultato è diventato un video di tre minuti intitolato Real Beauty Sketches:

I ritratti a confronto (visibili sul sito ufficiale della Dove) riflettono la profonda differenza delle due versioni della descrizione. Le donne parlano di «faccia grassa», «mandibola sporgente», «grosso naso». Ma gli uomini la raccontano diversamente: la mandibola sporgente diventa «un bel mento sottile», il grosso naso «un bel nasino».

Morale della favola, la conclusione della campagna pubblicitaria. You are more beautiful than you think. «Sei più bella di quanto pensi».

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