Tag

, , , , , , , , , , , , ,

Tg_Lombardia

La cabina di regia del telegiornale regionale a Milano (da notare l’orologio rosso in alto)

Quando si lavora in televisione, si vedono sono orologi ovunque. Sopra le porte, nelle stanze, nelle sale montaggio, negli studi. Non ho verificato, ma secondo me ci sono orologi anche nei bagni.

Questo per un motivo comprensibile. In televisione l’esattezza dei tempi è essenziale. Se si va in onda alle 19.35, si va in onda alle 19.35.00, non alle 19.30 o alle 19.42. Se un telegiornale deve durare venti minuti, deve durare venti minuti, perché c’è la pubblicità da mandare, la linea da dare agli altri programmi e così via.

Un breve giro nei corridoi della Rai di corso Sempione a Milano mi ha fatto notare non meno di dieci orologi digitali rossi con le cifre dei secondi. Al terzo piano del palazzo Anni Trenta in puro stile fascista – con opportuno balcone per i comizi del Duce – si fa il telegiornale regionale, ovviamente davanti a un orologio.

Dietro le quinte del tg, ovvero in regia, c’è anche un altro orologio. Un conto alla rovescia tarato su ventidue minuti e trenta secondi, la durata stabilita per il programma, che parte insieme alla sigla.

Accade così che regista e caporedattore del telegiornale lavorino tutto il tempo davanti alle cifre che diminuiscono, e di fronte all’orologio che invece continua implacabile la sua corsa verso l’orario previsto per il programma successivo.

Una circostanza alquanto ansiogena, no?

Annunci