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Stamattina sono uscita dalla libreria con il fermo proposito di mettere in guardia i miei venticinque ansiosi lettori da uno dei libri più ansiogeni che mi sia capitato di incontrare. Questo.

Ecco la foto segnaletica:

Enciclopedia dei sintomi

La copertina del libro da evitare

Il volume, poco più spesso del libro delle ricette di Benedetta Parodi, è pensato come un’opera di consultazione per gente comune con sintomi. Sintomi di cosa? Te lo dice il manuale, ricco di diagnosi fai-da-te a partire da un centinaio di malanni, dalle orecchie chiuse alle macchie bianche in gola.

Qual è il problema? Il problema è che le diagnosi sono tutte clamorosamente gravi. Già il volume titilla in partenza le ansie degli ipocondriaci (argomento che abbiamo già trattato qui). Ma lo fa in ottica catastrofista, che è ancora peggio.

Prendiamo ad esempio gli scenari clinici suggeriti dall’enciclopedia alla voce “Tosse e alito cattivo”. Colpo di vento? Mancato uso del filo interdentale? Raffreddore e peperonata? Macché. Ecco cosa c’è scritto alle pagine 90 e 91:

Diagnosi probabile: Bronchite cronica (!).

Diagnosi possibile: Cancro al polmone (!!).

Diagnosi rara: Tubercolosi polmonare (!!!)

Adesso sì che sono tranquilla. Menomale che il sottotitolo del volume è «rassicurante guida all’autodiagnosi» (corsivo mio).

Se no mi preoccupavo.

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