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Schiacciata

Perfino Google sa cos’è una “schiacciata”

«Un panzerotto pomodoro e mozzarella e un pezzo di schiacciata alle olive, per favore».
«Scusi?»
«La schiacciata alle olive, sì insomma… quella… lì…»
«La focaccia?»
«Ah»
«Non si preoccupi – concede con grazia la commessa della panetteria all’Ansiosa autrice di questo blog – È comunque corretto chiamarla schiacciata»

Forno Luini, due del pomeriggio. Le persone in fila fissano i panzerotti caldi dietro il banco mentre l’Ansiosa autrice di questo blog resta impalata davanti a una commessa giapponese che a pochi passi dalla Madunina esita ad esaudire al volo la sua legittima richiesta di «schiacciata».

Una piccola incomprensione linguistica, si dirà. Una curiosità lessicale, che quella che a Pisa si chiama «schiacciata» a Milano sia per tutti la «focaccia».

Peccato che la cliente di quel panificio fosse non solo ansiosa. Ma anche toscana. L’Ansia per essere Quella che ritarda la coda – di gente a stomaco vuoto, per giunta! – non è stata niente, niente, in confronto alla voglia di prendere a «bordate» (milanese per «schiaffi», toscano «ceffoni») l’impertinente parvenue nipponica imbevuta di cultura longobarda.

Scopo di questo post è quindi combattere l’Ansia di non farsi capire nella propria lingua grazie a un pratico vademecum illustrato pisano-milanese e milanese-pisano. Si perdonerà la settorialità della soluzione adottata, ma del resto le conoscenze linguistiche dell’Ansiosa autrice di questo blog, fatta esclusione di sporadiche influenze paterno-materane e materno-pesciatine, sono quelle che sono: Pisano lingua madre e Milanese L2.

Dizionario milanese

Cominciamo.

A MILANO SI DICE…

Autobus
E fin qui niente di strano, ma una pisana che ha fatto le superiori in via Benedetto Croce e conosce bene la calca delle 13.10 sui mezzi pubblici potrebbe lasciarsi sfuggire un improvvido «vado a prendere il pullman». Pessima idea, in quel di Milano. Sarete automaticamente bollati come provinciali, o nella migliore delle ipotesi come “gente di fuori”.
Per la cronaca. Gli autobus a Milano sono di genere femminile. La dizione corretta è «vado a prendere la 54» o «la 12 è in ritardo». Se dite «il 15 è in ritardo» state parlando del tram. E comunque i veri milanesi si muovono in metro #sapevatelo

Cornetti
No, non quelli che si mangiano a colazione con il cappuccino. Sono gli ortaggi che Pisa (e il resto del mondo civilizzato) chiama “fagiolini”.

Fagiolini

A scanso di equivoci. A Milano i “cornetti” sono proprio questi

Focaccia
Quella salata e senza pomodoro che a Pisa viene abbreviata in «schiaccia» e si mangia a grandi morsi a metà mattina.

Salatini
Sono i “rustici”.

Frolla
Il Salza locale chiama così le paste a base di pastafrolla tipo biscotti e crostatine alla marmellata. Al momento di chiedere lo scontrino, sempre prima della consumazione, dite con nonchalance «una frolla e un marocchino, per favore» e nessuno avrà nulla da obiettare.

La bigiata
Il pisano «bucare» o «fare buco» il giorno del compito di matematica per nascondersi alla Tazza d’Oro a leggere Il manifesto.

Lavello
Si trova in cucina, non in bagno: il nostro «acquaio».

Tapparella
La tira giù il negoziante a fine giornata. Ma provi un milanese a chiedere in un qualunque negozio in Corso Italia a che ora tirano giù la tapparella. A Pisa si parla di «serranda».

Ometto
Questa è strana. La gruccia appendiabiti.

Gruccia

Che pressa!
Che stress, i miei mi rompono.

La budria
Il «buzzo». Cioè la pancetta. Vale anche come metonimia. «Che budria!», ridacchia la ragazza a passeggio in corso Buenos Aires al passaggio di un’altra lei un bel po’ sovrappeso.

Qualche suggerimento generale per il Pisano a Milano. L’intramontabile «che casino» va sempre bene. Nel dubbio, parlate di ciò che Pisa e Milano hanno in comune (essenzialmente pioggia e zanzare). Il giorno che all’ora di pranzo vi domanderanno se avete la «schiscetta» – il pranzo portato da casa – e la sera vi chiederanno se vi va uno spritz, saprete di essere effettivamente entrati nel giro. Lo stesso che a Pisa si ritrova al Pappafico d’estate e al Millibar d’inverno.

Se poi qualche pisano volesse sapere cosa succede a Milano città, dia un’occhiata al blog DoMino. L’autrice è Silvia Morosi: amica, collega e fidata interprete dal meneghino dell’Ansiosa autrice di questo blog.

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