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Non è semplice neanche di persona. Figuriamoci davanti a un computer. Sostenere un’intervista professionale via Skype può essere una dura prova. L’Ansiosa autrice di questo blog, aggiunta questa nuova esperienza al suo personale portfolio di esperienze nevrotizzanti, non esita ad esaminarla a beneficio dei suoi 25 lettori in ansiosa ricerca di lavoro.

Skype Calls

Cominciamo subito con le cose utili. Questo articolo, pubblicato sul sito del Georgia Institute of Technology, riassume in modo serio e sintetico i consigli più scontati per l’occasione. In altre parole, siate puntuali (occhio al fuso orario, se c’è, ndr), assicuratevi che la connessione Internet regga, e soprattutto prestate attenzione alla scenografia. Se la webcam inquadrerà una parete verdina, non indossate un maglione viola.

Ma questi consigli sono quelli che accetterebbe una persona normale, normalmente ansiosa. L’Ansiosa autrice di questo blog sa che un ansioso di professione, messo di fronte al fatidico appuntamento, farà quanto segue:

1) Si alzerà dalle dieci alle dodici ore prima dell’orario concordato, pensando ommioddio ho perso il computer (credetemi, io l’ho fatto);

2) Controllerà la sua personale lista di password, pensando ommioddio ho perso la password (ricordate l’ansia da password?)

3) “Ah, ecco la password. Ma il nome utente? Era @Nome_Cognome o @Cognome_Nome? O magari @nomecognome? Ommioddio ho perso il nome utente“.

4) “No, ecco, ho il nome utente. Meglio connettersi subito, anche se mancano ancora nove ore. Metti che quello arriva e non mi trova”.

5) “E se la connessione frana durante l’intervista perché mi sono connesso troppo prima?”

6) “No, che sciocchezza. Non può mica succedere che la connessione frani così, perché le va. Non ho mica un contratto a ore. Ho pagato l’ADSL, che diamine”

7) “Ho pagato l’ADSL?”

8) “Bene. Ho pagato l’ADSL, ho le cuffie in testa e tutto va bene. Forse è meglio che mi faccia un caffè”.

9) L’ansioso si alza e va a farsi un caffè. Lontano dalla postazione, senza il conforto di controllare ogni 15 secondi che non ci siano problemi tecnici, preda facile dell’ansia da prestazione, il nostro ansioso candidato al posto di lavoro sarà assalito da un pensiero molesto: il computer, funziona ancora?

10) A questo punto la catena ricomincia invariata dal punto 2. Sempre più frenetica man mano che l’orario dell’intervista si avvicina e le dosi di caffeina aumentano.

Nota personale. All’Ansiosa autrice del blog è arrivata una richiesta di contatto su Skype esattamente 10 minuti prima dell’orario dell’appuntamento, da parte di tale madcat2222. E ha passato dieci minuti folli chiedendosi se a condurre la sua intervista sarebbe stato un gatto matto. Fortunatamente, non era questo il caso.

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