I 10 buoni propositi per l’anno nuovo dell’Ansiosa autrice di AnsiaNews

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Bridget Jones Resolutions

Un’inquadratura della prima pagina del diario di Bridget Jones all’inizio del film (2001) basato sul romanzo di Helen Fielding (1995)

Il diario di Bridget Jones comincia il primo di gennaio con una nevrotica, contraddittoria e spassosissima lista di buoni propositi per l’anno nuovo. Una cosa del genere:

COSE DA FARE

1) Smettere di fumare;

2) Non bere più di 14 alcolici la settimana.

COSE DA NON FARE

1) Fumare;

2) Bere più di 14 alcolici la settimana.

AnsiaNews è fiero di presentare, senza aspirare a superare quell’insuperabile modello, la lista dei dieci buoni propositi per il 2014 dell’Ansiosa autrice di questo blog.

COSE DA FARE

1. Andare a correre regolarmente per diminuire lo stress.

2. Non stressarsi per il fatto di non andare regolarmente a correre.

3. Smettere di immaginare scenari catastrofici per ogni chiamata senza risposta trovata sul cellulare.

4. Smettere di preoccuparsi per la Vita, l’universo e il secondo stage della scuola di giornalismo.

5. Smettere di andare a dormire la sera pensando “Anche oggi non ho aggiornato il blog” e piantarla di trasformare il conseguente senso di colpa in una sensazione di irrimediabile disfatta auto-assolutoria, della serie “è la fine, non ce la farò mai a recuperare il tempo perduto, è come aprire la tomba di Tutankhamon“.

6. Trovare un senso nelle scelte fatte finora.

7. Coltivare intelletto e professione prendendo regolarmente appunti su ogni informazione interessante letta sul giornale o sentita in giro, senza trasformare la sezione “note” del cellulare in un affollato buco nero di spunti presi e lasciati marcire.

8. Cancellare in un colpo solo l’intera sezione “note” del cellulare, in quanto altamente colpevolizzante ricettacolo di occasioni perdute.

9. Non lasciarsi ossessionare dal futuro, ma godersi il momento attuale.

10. Smettere di preoccuparsi perché il tonno si congela nel frigorifero senza un perché.

Lucy

 

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Stress da Natale, ecco i 10 cibi anti-ansia

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Il cibo delle feste, anzi il cibo ricco di grassi delle feste, rischia di essere più una fonte di ansia che un tonico per lo stress. Così pareva fino alla ricerca condotta dalla Washington University di St. Louis, che ha individuato una lista di dieci cibi capaci di calmare i nervi, non priva di golosità, particolarmente indicati per il periodo natalizio.

«Si tratta di cibi che danno un maggiore senso di sazietà e fanno masticare a lungo prima di inghiottire, riducendo i livelli di ansia e scacciando il desiderio di continuare a mangiare», spiega Connie Diekman, direttore del Dipartimento di nutrizione. I cibi e le bevande suggeriti dai ricercatori dell’università sarebbero i più indicati per evitare la preoccupazione di mangiare troppo e male ai cenoni di Natale, Capodanno ed eventualmente Befana.

Ecco cosa non deve mancare sulla tavola delle feste accanto al panettone:

1) Pane integrale;

Pane integrale

2) Tè o latte caldo;

Tè

3) Noci, pistacchi e mandorle;

Noci, nocciole e mandorle

4) Arance;

Arance

5) Mirtilli;

Mirtilli

6) Cioccolato fondente (o cioccolata calda al cioccolato fondente);

Cioccolato fondente

7) Olio di pesce contenuto nelle sardine;

Sardine

Ricordate il banco di sardine che indica la strada a Marlin e Dory nel film di animazione “Alla ricerca di Nemo” (2003)?

8) Salmone;

Salmone

9) Tonno;

Tonno

(“Basta foto di pesci, la maggior parte dei lettori lo conosce così”)

10) Carote e sedano crudi.

Sedano e carote

Quindi, la prossima volta che vi sentirete in ansia per l’effetto del pranzo di dodici portate sul girovita, andate al bar e ordinate una bella cioccolata calda.

A scopo terapeutico, si capisce.

“Curarsi con i libri”, vedi alla voce Ansia: c’è Henry James

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Curarsi con i libri

Il manuale di Ella Berthoud e Susan Elderkin è edito da Sellerio (pp. 637, 18 euro)

Quando si scrive molto per lavoro si rimpiange di leggere poco per piacere. Quando si legge molto per piacere si tende a scrivere poco per lavoro, in genere senza rimpianti.

Il libro che in questi giorni ha occupato le serate dell’Ansiosa autrice di questo blog è Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno di Ella Berthoud e Susan Elderkin (Sellerio). Una favoloso pronto soccorso letterario che per ogni guaio di salute indica uno o due libri adatti per trovare sollievo. Soffrite di claustrofobia? Leggete La piccola casa nella prateria di Laura Wilder. Problemi di emorroidi? Procuratevi una copia di Downriver di Ian Sinclair. Il vostro problema è lo sdoppiamento di personalità? Solo Il visconte dimezzato di Calvino potrà aiutarvi.

Le due biblioterapiste, che si sono conosciute quando studiavano Letteratura inglese all’Università di Cambridge, uniscono a una straordinaria conoscenza della letteratura mondiale l’altrettanto straordinaria capacità di recensire i libri facendo venire voglia al “paziente” di leggerli tutti e subito. I suggerimenti sono sorprendenti, arguti e quasi mai banali.

In questo divertentissimo elenco di guai e soluzioni in ordine alfabetico, la voce ANSIA (che si trova tra ANORESSIA NERVOSA e APATIA) occupa quasi tre pagine e comincia così:

Vivere con l’ansia significa vivere con una sanguisuga che ci priva di qualunque energia e fiducia, e perfino della faccia tosta. L’ansia è sia una reazione alle circostanze esterne, sia un modo di intendere la vita.

Le due autrici individuano 14 principali cause d’ansia nella vita moderna, che qui elenchiamo:

1) Evento traumatico;

2) Problemi relazionali;

3) Lavoro/scuola;

4) Problemi relazionali;

5) Calamità naturali;

6) Mancanza di ossigeno ad alta quota;

7) Prendere la vita troppo sul serio;

8) Rimorsi per non aver letto di più i classici;

9) Dialogo negativo con se stessi.

E altri meno interessanti. Lo scrittore che le due autrici individuano per sconfiggere il disturbo in tutte queste sue forme è l’americano Henry James.

Henry James

Henry James (1843-1916)

Autore di una delle più note storie di fantasmi di tutti i tempi, il racconto Il giro di vite, James è consigliato a tutti gli ansiosi per il suo romanzo più famoso, Ritratto di signora.

La prosa del romanzo, scrivono le due bibliofile biblioterapiste, permette di alleviare il disturbo qualunque sia la causa tra le 14 elencate in nota. La «cremosità» del modo di scrivere di James avvincerà anche il più ansioso tra gli ansiosi, perché l’argomento del primo capitolo non potrebbe essere più tranquillizzante. Un pacifico, quieto, tranquillo tè inglese, arricchito di dialoghi lievi e frizzanti. Quale abitudine più rilassante e pacifica?

Dal libro è stato tratto un film con Nicole Kidman, per la regia di Jane Campion.

Nicole Kidman

Nicole Kidman nei panni di Isabel, la protagonista del romanzo.

Tre motivi per leggere “Nostra ansia quotidiana” di Gianna Schelotto

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Gianna Schelotto - Nostra ansia quotidiana

Il libro è lungo 246 pagine e costa 7 euro

Sia messo a verbale. Il giorno che AnsiaNews non riuscirà più a sublimare tutte le ansie della sua Ansiosa autrice, quest’ultima monterà in macchina, andrà a Genova e fisserà un appuntamento con Gianna Schelotto.

Scrittrice e psicoterapeuta originaria della provincia di Potenza, da molti anni in Liguria, Schelotto è autrice – in aggiunta al bel blog sul Corriere della Sera online – di «Nostra ansia quotidiana», agile catalogo di ansie e consigli in ordine alfabetico. Dalla A di Agenda alla Z di Zero, passando per Bottoni, Domenica, Malattia e Patente, sono 101 le varietà d’ansia analizzate e spiegate. Con leggerezza e accuratezza, e osservazioni sorprendenti.

Ecco tre buoni motivi per dare un’occhiata a queste pagine:

1) La varietà. Specchi? Sentimenti? O forse Indizi e Postumi? Cos’è che vi crea ansia? C’è di tutto. E non mancano i racconti dei casi concreti.

2) Le spiegazioni. Prendiamo il Natale. «L’atmosfera delle feste fa pensare che in quei giorni ci sia il segno “più” davanti a tutto, sicché uno può sentirsi più felice, più ricco e più buono. Ma se si sente solo…».

3) Il racconto alla voce Pulizia. Un ragazzo invita una coetanea a casa sua. Ha in mente un secondo fine? Non proprio. Alla fine del pranzo dice alla sua ospite “E adesso tu e io…”. No, niente del genere. “Ci laveremo i denti”, conclude. Il belloccio è infatti un maniaco dell’igiene, «un’ansia tale da impedirgli di intraprendere più avventurose esplorazioni», spiega l’autrice. C’è più verità e abilità narrativa in questo episodio che in tutte e cinquanta le Sfumature.

CONSIGLI PER LA LETTURA

L’Ansiosa autrice di questo blog ha riflettuto sulle 101 cause d’ansia censite da Schelotto e si è resa conto di non soffrire 7 (sette) di esse. Quindi consiglia la lettura solo a persone inevitabilmente ansiose, che non corrono il rischio di scoprire nel manuale ulteriori potenzialmente deleteri motivi d’ansia.

A meno che queste persone non vogliano essere sicure del loro effettivo ammontare di efficaci cause d’ansia. A loro rischio e pericolo di cominciare a preoccuparsi d’altro. Nel qual caso, possono anche leggere il libro. Che poi, ripensando a quelle sette voci… Forse erano sei. O quattro.

Gianna Schelotto, Nostra ansia quotidiana. Come recuperare la serenità, Milano, Mondadori 1988, pp. 246, 7 euro.

Il messaggio dell’antivirus è peggio della cassetta di The Ring

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Possibile che un’Ansiosa utilizzatrice di computer accenda il suddetto una bella mattina di novembre e si trovi davanti un messaggio come questo?

Norton

L’avviso di sicurezza di Norton antivirus. Praticamente una lettera minatoria

Cioè, va bene. Giusto e in un certo senso premuroso, ancorché interessato, che Norton l’Antivirus ricordi che è ora di rinnovare l’abbonamento. Ma quella frase.  «Il PC sarà vulnerabile agli ATTACCHI NOCIVI dei CRIMINALI INFORMATICI».

Formulata in questo modo, suona come se ci fosse un esercito di agguerritissimi hacker pronto a valicare la muraglia dei bit che protegge il nostro Pc per distruggere ogni cosa. Roba da invasione delle cavallette. Il primo paragone che è venuto in mente all’Ansiosa autrice di questo blog leggendo il messaggio è stato quello con la cassetta del film dell’orrore The Ring. Ricordate? Fra sette giorni… Morirai!

Ma Norton l’Antivirus è quasi peggio. Comincia ad agitarsi a meno 30 giorni dalla data della scadenza. A “meno sette” i messaggi diventano più grandi, più rossi e più minacciosi.

Norton l’Antivirus non molla. Ti perseguita ogni volta che accendi il computer finché non lo rinnovi per un altro anno. Non oso pensare a cosa potrebbe succedere a scadenza trascorsa. Forse verrebbe fuori l’Armageddon degli antivirus, un messaggio che, depurato dalla retorica di catastrofe biblica, suonerebbe più o meno come «Il PC è ora vulnerabile agli ATTACCHI NOCIVI e FUNESTI di TUTTI I CRIMINALI INFORMATICI del PIANETA, e in sostanza: te la sei cercata, bello».

O forse c’è un’altra spiegazione. Norton l’Antivirus, è ansioso anche lui.

E se Goce cadesse… proprio qui?

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A meno che non vi troviate in qualche luogo sperduto e disabitato dell’Australia (definizione valida per quasi tutto il quinto continente, per la maggior parte – con rispetto parlando – sperduto e disabitato), potete stare tranquilli. Goce, il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) prossimo a cadere in frammenti sulla Terra, non vi colpirà.

Goce

Il satellite Goce, sigla per “Gravity field and steady state Ocean Circulation Explorer” (foto: Esa)

Manca meno di un’ora alla finestra oraria calcolata dall’Esa come periodo previsto per l’impatto. Dalle 23.50 di domenica 10 novembre alle 01.50 di lunedì 11 novembre, ora e calendario italiano, il satellite pesante poco meno di una Jeep Cherokee ma lungo cinque metri, soprannominato “la Ferrari dello spazio”, andrà in mille pezzi. Pezzi che cadranno nel deserto australiano, spaventando i canguri, o forse nell’oceano, o forse su un isolotto della Melanesia alquanto sfortunato. Comunque non in Italia, informa un comunicato della Protezione Civile.

Goce, puntualizza una nota dell’Esa, ha portato a termine con successo la sua missione: misurare la variazione dell’intensità della forza di gravità del pianeta Terra anche in rapporto al livello degli oceani e alle correnti marine. Con i dati raccolti dalla sonda sarà possibile creare una mappa in tre dimensioni della gravità terrestre. È stato il satellite che meno di ogni altro si è allontanato da casa, orbitando a una distanza di 250 chilometri dal suolo, poi ridotti a 225. Più o meno la distanza in linea d’aria tra Firenze e Milano.

Finché non è finito il carburante. E la Ferrari dello spazio non è stata risucchiata dalla gravità così accuratamente monitorata fin dal marzo del 2009. L’Esa, probabilmente stupita che la caduta di un imprecisato numero di frammenti metallici bollenti in una imprecisata località del globo potesse creare qualche ansia, si è affrettata a creare una sorta di liveblog per seguire in diretta (e al coperto) la situazione. Che, per gli ansiosi di professione, resta quantomeno «incresciosa».

Quando l’ansia diventa un Pokémon

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Sembra un incrocio tra Pikachu, il capofila dei poket monster chiamati in breve Pokémon, e un draghetto viola. Trasformare l’ansia – e insieme ad essa altre sette malattie mentali – in personaggi da fumetto: è il progetto dell’artista inglese Toby Allen, ansioso cronico abile con matita e pennello, che per sconfiggere la sua paura ha deciso di personificarla su un foglio di carta.

Toby Allen - Anxiety

Il “mostro dell’ansia” è stata la prima delle otto creature mitologiche ispirate ai disturbi mentali ideate da Allen. Un caso?

Per Virgilio, la Fama era un mostro dalle mille lingue che si rafforzava con l’andare. Per J. K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, la Depressione è personificata dai Dissennatori, creature incappucciate che succhiano via la felicità dagli esseri umani. Per Toby Allen, l’Ansia è un mostro di piccole dimensioni, viola, con una maschera a forma di teschio e un orologio in mano. E’ solito sedersi sulla spalla della sua vittima, per sussurrare pensieri maligni al suo inconscio.

«L’idea per il progetto Real Monster mi è venuta confrontandomi ogni giorno con le mie ansie», racconta Toby Allen all’associazione Nami, che si occupa di malattie mentali. «Ho scoperto che disegnando le mie paure come piccoli mostri mi aiutava a pensare a loro in modo diverso e più gestibile».

La famiglia dei mostri si è presto allargata ad altre malattie mentali come Depressione, Paranoia e Schizofrenia. Ecco la gallery completa sul sito di Toby Allen. Particolare su cui riflettere: interrogato sulle sue creature, Allen spiega che l’Ansia è quella che ha l’aspetto meno pauroso. Ma è in assoluto la più subdola.

Capriole in apnea – Recensione di “Gravity” di Alfonso Cuaròn

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Gravity

La locandina del film ambientato nello spazio. Nella versione non doppiata la voce del controllo missione (“Houston”) è di Ed Harris.

All’inizio del film l’astronauta George Clooney ci scherza anche: “Houston, non va bene stare in ansia, l’ansia fa male al cuore“. Già, provino a tenerlo ben presente anche gli spettatori della pellicola in questione – Gravity del regista Alfonso Cuaròn, film di apertura della 70esima Mostra del cinema di Venezia – al termine della proiezione. Tra di loro c’è anche l’Ansiosa autrice di questo blog, che dopo un’ora e mezzo di fronte alla storia di Sandra Bullock dispersa nello spazio senza possibilità di comunicare, con l’ossigeno in esaurimento e una flottiglia di schegge di asteroide pronte a trapassarla, era pronta lei stessa a chiamare i soccorsi dalla poltrona del cinema: “Houston? Houston? Abbiamo un problema, ‘sto film mi fa ansia!“.

PERCHÉ GRAVITY METTE ANSIA? ECCO 5 MOTIVI

1) Perché ci sono non uno, ma due conti alla rovescia in 92 minuti di proiezione: uno sulla percentuale di ossigeno nella tuta di Sandra Bullock, un altro sul tempo che manca all’arrivo della nuvola di asteroidini taglienti come pezzi di vetro.

2) Perché la sequenza di Sandra Bullock che perde il contatto con la stazione spaziale è girata tutta dal suo punto di vista, con il cielo, la terra, il sopra e il sotto che si confondono continuamente.

3) Perché ambientare un film nello spazio permette di giocare su una serie di terrori ancestrali: paura di soffocare, paura del buio, paura del vuoto e dell’abbandono.

4) Perché capita almeno tre volte che i protagonisti debbano aggrapparsi d’urgenza a qualcosa, pena l’essere sbalzati via in un viaggio di sola andata verso lo spazio profondo sui comodi binari del principio d’inerzia.

4) Perché dopo neanche dieci minuti dall’inizio George Clooney dice di avere “un brutto presentimento”. Ché dopo film come Apollo 13 e Solaris, sappiamo come va a finire.

 

Ansia per le telefonate di Papa Francesco

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Proviamo a fare un elenco:

1) 7 agosto 2013: Michele Ferri, fratello di un imprenditore assassinato.

2) 21 agosto 2013: Stefano Cabizza, studente padovano.

3) 25 agosto 2013: Alejandra Pereyra, vittima di uno stupro.

4) 3 settembre 2013: Anna Romano, ragazza madre.

5) 16 settembre 2013: Federico Chiolerio, bambino di Betlemme di Chivasso (Torino).

6) 20 settembre 2013 (approssimativamente): Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano la Repubblica.

7) 27 settembre 2013: Gianna Chierotti, madre del caporalmaggiore Tiziano ucciso in Afghanistan.

8) 1 ottobre 2013: Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.

Il Papa in Piazza San Pietro

Il Papa in Piazza San Pietro (foto ANSA/ FRUSTACI)

Abbiamo già parlato di Francesco a proposito di un argomento legato alla comunicazione. Il Papa non soffre certo dell’ansia di parlare in pubblico, e neanche di quella di parlare in privato. Alza la cornetta e chiama. «Pronto? Sono Francesco». Non dubitiamo davvero che la segretaria di Scalfari fosse molto agitata quando ha ricevuto la telefonata del Pontefice. «Ho il Papa! Il Papa in linea!», avrebbe detto, come si legge nell’intervista.

Almeno tre telefonate ad agosto, almeno quattro a settembre. «E meno male che non sanno tutte quelle che ho fatto!», ha scherzato Francesco (lo rivela un pezzo sul Messaggero). Finora le persone chiamate dal Papa avevano fatto loro il primo passo, con una lettera o un biglietto consegnato a mano. Non sono mancate però alcune voci su persone contattate dal nulla, come nel caso della famiglia del Galluzzo.

Appare chiaro che il fenomeno si sta intensificando. Il Papa chiama. E potrebbe chiamare anche voi, in qualunque momento.

compleanno di AnsiaNewsBreve comunicazione personale ai venticinque lettori di codesto blog. Con 112 post pubblicati, AnsiaNews ha compiuto ieri un anno di vita.

E tutto grazie a voi.

Ansia per gli odori spiacevoli (e per i mancati aggiornamenti)

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Gli odori fanno provare emozioni. Ma è vero anche il contrario: le emozioni fanno sentire gli odori. Una nuova ricerca della University of Wisconsin-Madison pubblicata sul Journal of Neuroscience ha dimostrato che ansia e stress influenzano l’olfatto, modificando le connessioni tra i centri delle emozioni e l’elaborazione olfattiva. All’aumento dell’ansia corrisponde una percezione più acuta di odori spiacevoli che in momenti di serenità vengono percepiti come positivi o neutri.

Stress

“Credo sia stress… E il pensiero di non aver aggiornato il mio blog, ultimamente”

E ora veniamo al vero argomento di questo post. Come i venticinque ansiosi lettori di AnsiaNews avranno notato, a settembre gli aggiornamenti del blog sono stati assai scarsi. Di questo l’Ansiosa autrice si scusa. In questo momento è molto presa da una bellissima esperienza (un tirocinio QUI) che le porta via buona parte del tempo normalmente dedicato all’Ansioso blog. Mai, tuttavia, ha pensato di abbandonare i suoi venticinque ansiosi lettori. Chiede loro solamente un po’ di pazienza e fiducia. AnsiaNews resta più ansioso che mai.